La pandemia ha accelerato alcune dinamiche che erano già in corso da anni, dando una…
Questa sensibilità al lusso nel cibo da un lato è legata alla ricerca di una bontà e benessere alimentare, dall’altro al fatto che gli italiani sono il popolo europeo che più invita a cena e condivide il cibo con altri, per cui per noi il cibo e le bevande che offriamo sono uno strumento identitario, ci rappresentano con le altre persone, ci fanno fare una bella figura e ci fanno risaltare come esperti di cose buone.
Il cibo di lusso è una lente di ingrandimento per l’identità
Scegliere cibi elitari ci fa sentire meglio, più importanti, più esperti, più ricchi, ci dà delle emozioni che stanno nella sfera dell’autostima, ci fa percepire migliori dalle altre persone.
Il cibo ci nobilita, per cui a molti piace permettersi scelte ‘nobili’, prestigiose, selezionate, di lusso. Questo è evidente nel settore del vino, ma anche negli altri settori della spesa alimentare, dove oggi si cercano ad esempio formaggi affinati e prodotti in serie limitata, in zone geografiche dalle specifiche tradizioni, formaggi a pasta dura stagionati a lungo, mostarde preparate secondo ricette antiche, salumi prodotti da razze suine locali, prodotti DOP, DOC, DOCG e così via.
Quale può essere il ruolo del negoziante in questo segmento?
Fortunatamente in Italia di questi prodotti ne abbiamo tantissimi, basta solo scegliere i fornitori giusti, per poter avere nel nostro negozio una interessante selezione di lusso alimentare, e far sentire i nostri clienti dei gourmet, dei connaisseurs con relativamente poca spesa.
Inoltre, sarà necessario fornire al cliente la storia del prodotto, il motivo per cui questo prodotto o marchio deve essere scelto, sia per accompagnarlo nella spesa, per ridurre il rischio percepito insito in un acquisto di un prodotto ad alto prezzo, sia per consentirgli di fare sue queste notizie, e poterle poi ‘riutilizzare’ quando condividerà questo cibo, sia virtualmente – magari attraverso i social media – sia realmente, quando sarà a tavola con la famiglia o con gli amici.
Secondo una ricerca Confcommercio-Format i consumatori che si rivolgono a punti vendita alimentari gourmet lo fanno perché sono alla ricerca di prodotti particolari e originali (54,1%), o perché sono molto attenti alla qualità (36,6%), o perché alla ricerca di una nuova esperienza alimentare (23,5%), legata alla consulenza che può dare un professionista del settore, come un mastro norcino, un pasticcere o un macellaio specializzato.
È evidente che un prosciutto da 80 euro al chilo debba essere tagliato alla perfezione, ed incartato in un modo adeguato. Il servizio legato all’acquisto di un prodotto di lusso deve essere anch’esso di lusso. Non c’è un’altra via. Inoltre, la maestria nel taglio minimizza gli scarti, che su prodotti top possono incidere significativamente sui costi.


















