All’interno del settore alimentare online ci sono dei sotto-segmenti di mercato che sono importanti da analizzare:
1) Il Grocery alimentare, cioè tutti quei prodotti alimentari tipicamente acquistati in un supermercato, segmento importante ed in crescita (+ 45% sul 2018), spinto dalle caratteristiche di conservabilità e soprattutto di ripetibilità dell’acquisto (sono prodotti come caffè, riso pasta, sughi conservati, ecc.). A questo bisogno rispondono molto bene i siti online dei supermercati, offrendo anche la possibilità di ripetere l’acquisto di liste precompilate e salvate.
C’è un’idea qui da replicare per il negozio tradizionale? Sarebbe possibile imitare questo servizio, ad esempio con un’offerta clicca&ritira, (ordina online, ritira presso il punto vendita fisico) oppure con la consegna a domicilio di liste della spesa ricorrenti (ordini storici, ad esempio) che andrebbe ad intercettare vendite che oggi vengono fatte online sul grocery, integrando magari in queste consegne anche l’assortimento del fresco (pane, latte, salumeria)?
2) La ristorazione, ovvero il cibo preparato da catering e ristoranti per la consegna a domicilio, attraverso le piattaforme online come Foodora, JustEat, Uber Eats, Moovenda, Glovo e così via. Questo segmento, circoscritto alle realtà urbane più densamente popolate, è cresciuto tantissimo anche grazie ai grandi investimenti fatti in pubblicità, da un lato confermando la necessità crescente di piatti preparati e pronti, dall’altro a testimonianza della ricerca del segmento della ristorazione di nuove opportunità di fatturato, superando l’area del fuori-casa.
C’è una idea qui per il negozio tradizionale? Sarebbe possibile integrare la vendita tradizionale con la somministrazione di cibo nel negozio (ad esempio adottando una formula risto-retail) e anche magari con opzioni meal-kit attraverso piattaforme già esistenti sul web? Sarebbero opzioni ad elevato margine che aiuterebbero con i profitti del negozio (attenzione, naturalmente, a quanta parte del margine verrebbe intermediato dalla piattaforma).
3) L’enogastronomia, che è il primo segmento della spesa alimentare online in termini di anzianità, l’unico in cui l’offerta è in grado di raggiungere una copertura territoriale nazionale poiché la maggior parte dei siti offre un servizio attivo in tutta Italia. Le esigenze di spesa in questo segmento sono differenti, poiché l’online, oltre ad offrire i quotidiani consumi di alimenti freschi, può essere utilizzato per andare a ricercare prodotti e marchi più sofisticati, produzioni locali di nicchia, prodotti alimentari tipici di alcune zone, per cui l’online di fatto annulla l’inaccessibilità data dalla distanza.
Spesso infatti gli e-tailers (retailers che commerciano online) sono piccole aziende di produzione enogastronomica, che riescono, tramite il web a raggiungere clienti spazialmente molto lontani; ma sono anche negozi che riescono a servire clienti che altrimenti sarebbero completamente fuori dal loro bacino commerciale naturale.
Altri operatori sono sindacati in piattaforme che aggregano sia produttori che distributori di specialità alimentari, come birra, vino, o più generiche, ma sempre con un profilo assortimentale gourmet e specializzato, come www.lacompagniadelcavatappi.com, www.si-wine.it e altri.
Qual è l’opportunità per un negozio alimentare – online?
C’è una idea qui per il negozio tradizionale? Proprio nel segmento dell’enogastronomia l’e-commerce mostra tutte le sue opportunità anche per un negoziante alimentare indipendente, che può cogliere delle chances di fatturati online offrendo una selezione di prodotti gourmet, locali e specialità, in un sito predisposto all’e-commerce o una vetrina su una piattaforma già esistente (un marketplace), con una minima organizzazione logistica che possa gestire gli ordini – anche esternalizzata, con il cosiddetto dropshipping.
