L’intero capitolo 3 della Bussola “Il negozio nell’era di Internet”: Suggerimenti per una strategia offline è dedicato a come valorizzare il negozio fisico e, quindi, convincere il cliente a comprare offline.
Il menù delle soluzioni, valido anche per affrontare lo showroomer, comprende:
- la scelta del corretto posizionamento competitivo, del miglior assortimento e dei fornitori più adatti, per limitare le situazioni di confronto diretto con l’online;
- l’assistenza di personale competente ed esperto, per questo singolo acquisto ma anche per tutto il resto;
- la valorizzazione dello spazio fisico in termini di layout, Visual Merchandising e comunicazione in-store;
- le strategie di branding del negozio per aumentare il coinvolgimento dei clienti;
- la personalizzazione dei prodotti e dei servizi (meglio se personalizzati sul corpo del cliente, come tutto il filone del “su misura”) e l’esaltazione dell’esperienza di acquisto in-store;
- l’offerta di servizi aggiuntivi al mero prodotto (prenotazioni, garanzie, consegna, installazione, assistenza post vendita, corsi, riparazioni…)
- la creazione e gestione continuativa di community di clienti che condividono le stesse passioni (ovviamente legate ai prodotti che vendete) come i subacquei o i runners per un negozio di attrezzature sportive, o gli amanti della cucina per un negozio alimentare.
In generale, il segreto per convincere lo showroomer (valido anche per molti altri clienti) è quello di spostare l’attenzione dal prezzo (che 9 volte su 10 sarà inferiore online) al valore (che, invece, ha molte componenti tipiche del fisico).
E non abbiate paura di dichiarare per primi che su quello o quell’altro sito lo stesso prodotto si trova a meno, tanto lo scoprirebbe lo stesso (certo, se la differenza di prezzo è proprio ingiustificabile dovreste farvi qualche domanda sui vostri fornitori).

Da voi costa un po’ di più non perché dovete pagare l’affitto del negozio, perché il costo del lavoro è alto e non si trovano addetti, perché le tasse sono alte, perché il costo dell’energia è aumentato, ecc. (tutte ragioni validissime, ma al cliente non interessano, nonostante, dopo la pandemia, ci sia una maggiore attenzione al comprare locale). Da voi costa un po’ di più perché gli offrite molto di più, senza contare il fatto che domani, se ha qualche problema, esigenza o dubbio, voi sarete sempre lì, perché ci mettete la faccia, mentre il sito del venditore solo online chissà dove sta…
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Il cacciatore di promozioni
La parola che ha in mente questo tipo di cliente è una sola: PREZZO!
Anche in questo caso, spostare il focus sul valore è sempre una strategia valida, quindi potete utilizzare a piacimento il menù proposto per lo showroomer, in particolare facendo leva sugli altri servizi che offrite: garanzie aggiuntive, supporto post vendita, riparazioni, sostituzioni e abbonamenti… sono tutti elementi che abbassano il costo per il cliente, soprattutto nel lungo periodo.
Potrebbe però non bastare, perché il vero cacciatore di promozioni vuole sentire che sta facendo l’affare.

Per aiutarlo meglio a percepire il valore della vostra proposta, si rimanda ai tanti suggerimenti di neuromarketing presenti sul sito delle Bussole e a come utilizzare le varie scorciatoie cognitive illustrate nella Bussola “Neuromarketing nei Servizi, vendere di più, vendere meglio” come, ad esempio:
l’avversione alla perdita,
il contrasto,
la riprova sociale,
il paradosso della scelta,
l’ancoraggio,
come fare un prezzo,
come ridurre un prezzo senza perderci,
quali domande fare (e quali non fare)
ecc…
Come ultima risorsa, prendetevi il contatto del cliente e inseritelo nel vostro CRM per chiamarlo quando farete saldi o promozioni particolari.