In questo webinar, dedicato a imprenditori e professionisti di bar e ristoranti, Roberto Pone, primo…
La Location e la sua vicinanza al target
Quando si intervista un ristoratore, spesso ti dice che trovare il posto giusto dove aprire il locale è stata la parte più impegnativa e lunga di tutto il processo di start-up. Ed è la fase più delicata: se si sbaglia il menu del ristorante o il concept si è sempre in grado di cambiarlo. Se si sbaglia la location è molto più difficile e costoso porvi rimedio.
Quick service, tavole calde, ristoranti e trattorie impegnate nel servizio del pranzo: tutte queste formule ad elevate rotazioni e scontrino medio basso trovano un elemento di riuscita fondamentale nella location giusta e molto vicina al target, che sia in un centro commerciale o in un’area di uffici. La location deve attirare clientela che ha poco tempo a disposizione e che non può spostarsi con auto o mezzi pubblici nell’intervallo del pranzo.
Viceversa, se un concept di ristorazione ha una sua attrattività basata sulla qualità, sulla specializzazione, su uno chef quotato o su un prezzo molto conveniente, o su qualunque altro elemento chiave differenziante, allora i consumatori saranno disposti a spostarsi di svariati chilometri in auto, e ad allontanarsi dal loro usuale bacino commerciale: circa la metà degli italiani è disposta a uscire dal proprio comune di residenza se attratta da una offerta ristorativa particolarmente attraente (dati Fipe). Deve però esserci una calamita potente, con un valore interessante per il consumatore. Questo concetto vale anche per altre categorie di consumo, e fa leva su una veniale irrazionalità del consumatore: quanti chilometri sareste disposti a fare per procurarvi un iPad con il 30% di sconto? O per visitare Eataly? O per vedere l’unico punto vendita della Tesla in Italia? O per cenare nel ristorante di Davide Oldani?


















