Meno tempo = più impegno. Ecco perché
Il venditore dice: L’offerta scade a fine mese, non so se sarà rinnovata, conviene approfittarne subito. E il cliente che fa? COMPRA
Il venditore dice: L’offerta scade a fine mese, non so se sarà rinnovata, conviene approfittarne subito. E il cliente che fa? COMPRA
Ogni giorno entrano in negozio persone molto diverse e con esigenze molto diverse: dal cliente abituale, a quello che vuole scambiare due chiacchiere, a quello che vuole solo dare un’occhiata, a quello che ha fretta e non vede l’ora di completare la sua “lista della spesa”, ecc. In questo terzo e ultimo articolo sui clienti clienti-tipo analizziamo il cliente con una missione, che sa già quello che vuole e vuole comprarlo in fretta, e il suo opposto, ovvero il cliente indeciso. Un altro cliente importante da saper gestire è il cliente che sta comprando un regalo (per un’altra persona). Chiuderemo questa panoramica con il cliente chiacchierone, che rischia di farvi perdere tanto tempo. Come per gli articoli precedenti, per ciascun tipo di cliente forniremo qualche indizio su come riconoscerlo/in quali circostanze è più frequente e, soprattutto, qualche suggerimento per riuscire a renderlo soddisfatto (e vendergli qualcosa!).
L’identità, il posizionamento competitivo (e, più in generale) il valore e il successo di un negozio sono fortemente determinati dall’assortimento (voi siete quello che vendete) e, soprattutto, da come questo viene gestito, spiegato, raccontato, esposto, comunicato (come lo vendete). Approfondiremo, quindi, in questo e in successivi articoli la teoria e la pratica del Category Management, che, se pensato partendo da come gli articoli in vendita possono soddisfare i bisogni dei clienti, è molto di più che un mero elenco di prodotti divisi per categoria.
L’identità, il posizionamento competitivo (e, più in generale) il valore e il successo di un negozio sono fortemente determinati dall’assortimento (voi siete quello che vendete) e, soprattutto, da come questo viene gestito, spiegato, raccontato, esposto, comunicato (come lo vendete). Approfondiremo, quindi, in questo e in successivi articoli la teoria e la pratica del Category Management, che, se pensato partendo da come gli articoli in vendita possono soddisfare i bisogni dei clienti, è molto di più che un mero elenco di prodotti divisi per categoria.
Perché un ristorante pieno ci sembra più interessante di uno vuoto? Perché siamo portati a fidarci di un prodotto che “scelgono tutti”? La risposta è nella riprova sociale, una scorciatoia mentale che porta le persone a utilizzare il comportamento degli altri come riferimento per orientare le proprie decisioni. Per un’impresa, conoscere questo meccanismo può essere molto utile: spesso bastano una diversa formulazione di un messaggio, un’informazione aggiuntiva o una modifica del contesto in cui viene presentata un’offerta per rendere più semplice e persuasiva la scelta del cliente.
È importante che il cliente viva un’ottima esperienza ma è ancora più importante che la ricordi, perché è il ricordo che determinerà la scelta di tornare. E il ricordo di un’esperienza è profondamente influenzato dai picchi emotivi vissuti durante la sua fruizione e da come questa si conclude.
Per la sua capacità di influenzare l’esperienza del cliente l’accoglienza deve essere considerata come un rituale da svolgere con estrema professionalità. Ecco 5 semplici suggerimenti di neuromarketing, applicabili a costo zero, per un’accoglienza coi fiocchi.
Come ogni anno, i consumatori aspettano le imperdibili offerte del Black Friday, una brutta abitudine americana, molto diversa dai saldi, che abbiamo importato in maniera acritica. Come deve affrontarla un negoziante?
Per competere con i grandi player dell’online che sanno tutto dei loro clienti, l’analisi degli incassi giornalieri (spesso l’unico dato monitorato da un piccolo negozio per capire come sta andando il business) è troppo poco. Migliorando la propria “cultura del dato” si può rendere più profittevole il proprio assortimento e valutare il risultato delle iniziative (online e offline) messe in pratica. Abbandona i prodotti perdenti e investi nelle miniere d’oro!